Scuola del M° Carlo Cangelosi
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Principi

Stili > Taijiquan
I PRINCIPI

Il Taijiquan è il metodo più rappresentativo di quelli così chiamati “ Stili Interni” e sia nella marzialità che nell'aspetto salutare esso si fonda sul principio del movimento circolare dell'energia.
La cedevolezza e la fluidità sono presenti in ogni sua azione, ma senza mai abbandonare il principio tecnico della circolarità, strettamente legato all'antica filosofia dei mutamenti, l'I Jing che descrive e significa le infinite relazioni dello Yin e dello Yang.
Essa è la più adeguata formula descrittiva dell’incessante mutare di ogni cosa, con una logica così naturale e profonda da essere considerata casuale.Ogni azione muta fluttuando tra i suoi opposti e si trasforma nell’azione successiva, l’energia dell’una da vita alla seguente e così via per l’intera concatenazione delle sue forme.
Il continuo scandire delle sequenze narra la ciclica mutevolezza di ogni manifestazione della natura, nel rispetto delle leggi dei Cinque Elementi, e nello stesso tempo rappresenta le modalità con cui l'uomo può riconoscere nel proprio essere le svariate forme di energia che lo circondano e manifestarne la forza ma anche la sottile armonia.     
L'alternanza del gesto e la continuità dei movimenti segue sempre traiettorie circolari ed il tutto si fonde in perfetto equilibrio, dando luogo al principio del non sforzo, il Wu Wei, che è e deve essere il cardine e scopo della ricerca di ogni praticante di Taijiquan.
La stabilità è indice di radicamento e stretta connessione con la Terra e da essa deriva la forza degli arti inferiori, fino a guadagnare la nomina di “Tai Chi ... gambe forti”.
L'elevata capacità di incrementare e canalizzare l'energia vitale, il Qi, da luogo alla forza esplosiva, il Fa Jing, aspetto notoriamente riscontrabile nelle tecniche dello stile Chen e che sottolinea l'efficacia e la sua profonda natura  marziale.
L'alternanza fra lentezza e velocità, fra leggerezza e potenza, fra rilassamento e determinazione generano la grande espressività caratteristica dello stile Chen, dove in ogni azione si nota la fusione tra armonia e decisione, concentrazione ed espansione, che sono la concreta traduzione dei primari significati del Taiji, ovvero il “pieno e il vuoto”.
Nell’incessante turbinio delle azioni la concentrazione dell’energia raggiunge l’apice massimo ed è in quel momento che la tecnica attraversa il cerchio, come il fulmine squarcia il cielo, per manifestare e diffondere la sua energia, ma subito dopo è la quiete e, come il casuale roteare delle nuvole, la sequenza dei gesti e degli spostamenti riprende a scorrere naturalmente.








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