Scuola del M° Carlo Cangelosi
Vai ai contenuti

Menu principale:

stare bene

Stili > Ecobodymind > Bibliografia
Stare bene = farsi del bene - per stare bene con se stessi e con gli altri
un aspetto irrinunciabile della nuova cultura aziendale del Welfare

- Molti sono gli step per analizzare e comprendere le cause del proprio stress.
- Molti sono gli aspetti in cui si riparte il Welfare.
- Molte sono le interpretazioni del benessere.

  Ma l'unico modo per stare bene è farsi del bene, farlo al corpo e alla mente,
  con la finalità di star bene anche fra gli altri.

  Ecobodymind è il metodo sviluppato per realizzare il vero scopo del Welfare,
  è la migliore traduzione del benessere aziendale.

Cosa prevede il Farsi del Bene
Per meglio comprendere il significato di “farsi del bene” è doverosa la distinzione fra le due
modalità interpretative prevalentemente adottate:
1) agire autonomamente e preventivamente per rafforzare lo stato di salute
2) ricorrere all'intervento esterno sottoponendosi passivamente a cure e trattamenti

Entrambe le interpretazioni hanno validità se si considera il fine ultimo che le accomuna nel
olgersi al beneficio salutare, ma non bisogna perdere di vista il fatto che nel termine “FARSI del
bene” si legge il vero significato del rivolgersi attivamente a se stessi per il personale benessere,
una visione dinamica delle soluzioni che prevede una responsabile coscienza del proprio essere in
armonia con se stessi e con gli altri.
Ed è proprio in quest'ultima riflessione “con se stessi e con gli altri” che si può cogliere il vero
significato dell'impegno al benessere.

Cosa certa e risaputa è che la più gratificante felicità si realizza quando il risultato ottenuto è
quello derivante dal proprio impegno e, quando esso è rivolto allo stare bene, allora il valore
dell'azione assume una dimensione ancor più importante ed appagante.

Una coscienza aziendale vincente
La capacità produttiva di ogni individuo dipende innegabilmente dallo stato di salute fisica e
psicologica e l'impegno nel mantenimento di una sua ottimale condizione denota la consapevolezza
che dal proprio stare bene deriva anche l'equilibrio dell'ambiente nel quale viene svolta l'attività
lavorativa.
Quindi farsi del bene significa anche fare del bene agli altri e questa visione coinvolge sia il
singolo individuo sia la collettività con la quale egli interagisce, che essa sia la famiglia, la
scuola o l'ambiente lavorativo.

Pertanto ognuno, nella propria vita privata, può pensare di orientarsi autonomamente verso
soluzioni che reputa idonee alle personali necessità, senza però dimenticarsi che il risultato deve
anche comprendere un rapporto equilibrato con l'ambiente sociale nel quale si svolge la propria
esistenza.
Ma quando si tratta di benessere aziendale, ovvero lo “stare bene in azienda”, allora la cosa
cambia prospettiva, poiché la ricerca deve orientarsi verso proposte che comportino sia il bene del
dipendente che quello dell'azienda stessa.

Per fare ciò è necessario che nella cultura aziendale sia compatito il concetto del permettere ai
propri dipendenti di farsi del bene e nello stesso tempo quello di offrire soluzioni che coincidano
con le necessità aziendali.

Quindi le formule da adottare devono essere mirate a risolvere i principali problemi comuni, ovvero
quelli strettamente legati allo stress generato all'interno dell'ambiente aziendale e prodotti dalle
relative condizioni nelle quali l'intero staff agisce ed interagisce.

Fatto certo è che, sia nel caso individuale che della collettività aziendale, l'agire
in modo benefico, mirato ed equilibrato ha due necessità innegabili, il saper
scegliere e poi il saperlo fare.

Due aspetti che vanno valutati con attenzione:

a) Il saper scegliere implica una spiccata capacità analitica sia dell'offerta di settore sia delle reali
personali condizioni e necessità. Quest'ultima raffinata facoltà auto-diagnostica oggi è virtù di quei
pochi che non si conformano alla comune abitudine di demandare ad altri la valutazione del
personale stato di salute, ma che invece sanno soffermarsi ad auscultare i messaggi del proprio
corpo e della propria interiorità. Una sensibilità oggi molto carente e prerogativa solo di coloro che
si dedicano a quelle discipline d'eccellenza che vanno oltre la superficiale valutazione dell'esteriore
fisicità. Infatti troppo spesso, per consuetudine culturale, la scelta avviene prevalentemente secondo
parametri fondati sulla superficiale comodità e sullo svago, senza una stima consapevole degli
effetti e delle caratteristiche dell'attività proposta.

Quando poi la scelta deve avvenire per soddisfare la richiesta di benessere del capitale umano
aziendale, allora è chiaro che essa non può essere lasciata al libero arbitrio, poiché troppo
dispersiva e non sufficientemente mirata allo scopo bivalente dipendente-azienda.

La soluzione deve invece essere valutata dalla direzione HR in base ad una accurata indagine delle
comuni esigenze interne ed orientata affinché l'atto formativo di natura psico-fisica sia idoneo alla
richiesta ed opportunamente organizzato nell'ambiente aziendale, per renderlo facilmente fruibile a
tutti i componenti dello staff selezionato ed efficace sia per il lavoratore che per l'azienda.

b) Il saperlo fare corrisponde alla pratica realizzazione dell'attività prescelta, ovvero all'eseguire
correttamente ciò che viene indicato dalla disciplina in oggetto e per far si che ciò avvenga bisogna
prima acquisirne i contenuti. L'allenamento è l'unica formula che, con il tempo dovuto, permette
alla persona di affinare la pratica e con ciò di ricevere da essa i migliori benefici.

Preso quindi atto che, come per tutte le cose che non si conoscono, anche la modalità per farsi del
bene va prima appresa, bisogna tener conto che l'apprendimento è l'ovvia conseguenza
dell'insegnamento ed entrambi richiedono la coesistenza dell'insegnante e dell'allievo.

Stiamo parlando del vero e proprio atto formativo, quello realizzato nella concretezza dell'umano
rapporto fra le persone, nello scambio degli sguardi, nelle vibrazioni delle parole e nella tangibile
consistenza della fisica presenza.

Inoltre, tenendo sempre ben presente che l'intervento di cui stiamo parlando è mirato a risolvere
quelle condizioni di stress che coinvolgono sia il corpo che la mente, la necessità del confronto
personale, in carne ed ossa, fra formatore e fruitore è ancor più marcata.

Per valutare la scelta migliore
Detto ciò, abbiamo appurato che non stiamo parlando di problematiche unicamente psicologiche e
quindi la scelta verte su quei metodi che possono realizzare l'effetto benefico attraverso le
dinamiche del corpo che, appositamente studiate e bilanciate, abbiano una parallela funzione sulla
mente.
Va sottolineato che proprio il bilanciamento della tecnica implica la necessità di un adattamento
alle caratteristiche individuali e di una attenta correzione personale, e questo aspetto induce a
comprendere che si devono eludere dalla ricerca soluzioni di tipo virtuale o video guidate,
formulate secondo schemi generici e standardizzati e soprattutto prive della possibilità di controllo e
supervisione della qualità con qui esse vengono imitate ed eseguite.

È statisticamente provato che l'adozione di video lezioni online sono solo palliativi e vani tentativi
di risolvere il problema, purtroppo motivati spesso dalla giustificazione di mancanza di tempo o
peggio dalla deleteria commistione di pigrizia, timidezza e noncuranza. Una formula sicuramente
perdente e dalla vita breve, per cui qualsiasi sforzo viene vanificato nella sola osservazione dei
suggerimenti o nel goffo tentativo di qualche minuto dedicato alla prova dell'esercizio,
squallidamente eseguito nella privacy della propria solitudine e presto accantonato e dimenticato.
Un insuccesso garantito.

La nuova cultura aziendale del benessere
Il coinvolgimento all'azione collettiva è la formula che soddisfa la richiesta di qualsiasi azienda,
è la realizzazione del vero significato del team-work. Se tale principio viene saggiamente adottato
per il conseguimento degli scopi produttivi, allora esso deve essere anche fulcro della ricerca per
una ottimale condizione di benessere psicofisico del capitale umano.

Pensare all'attività sportiva è un ottimo orientamento comportamentale per sfogare la tensione e per
trovare una forma di svago, ma si tratta di quelle soluzioni appartenenti più alla sfera individuale e
difficilmente adottabili allo stesso modo da tutti. Va considerato che non tutti hanno le medesime
tendenze sportive, la stessa disponibilità in termini di tempo e fisicità, oltre alla necessaria
perseveranza per far si che l'allenamento venga svolto con efficacia al di fuori dell'ambiente di
lavoro.
Anche quando ci si rivolge alla più semplice e fruibile corsa, il più usuale jogging, si rimane sempre
nella sfera dell'esercizio solamente fisico, dove l'intervento psicologico di una mirata azione
armonizzante dell'attività mentale trova considerazione solo nell'allontanamento del pensiero.
Tutte modalità che, nel loro essere fisicamente benefiche, allontanano dal più costruttivo
concetto della coordinazione fra mente e corpo.
Una cosa è farsi una bella sana sudata e ben diverso è attivare il corpo attraverso un'azione che nel
contempo sa essere tonificante, stimolante e rilassante, dove si liberano le tensioni ma si
incrementano anche le funzioni percettive della mente, quelle che aiutano a focalizzare ed a non
disperdere.

Resta però fermo il fatto che in azienda tutti sono forza lavoro e quindi tutte
persone che hanno la necessità di stare bene.

Serve una soluzione espressamente studiata e professionalmente organizzata
affinché risulti idonea a tutti e facilmente adottabile da tutti fra le mura
aziendali !

La proposta di Ecobodymind
L'insieme dei motivi appena descritti porta a meglio comprendere come debba essere strutturata in
azienda la modalità per il comune coinvolgimento al farsi del bene e così si delinea più
chiaramente la necessità di un'attività espressamente studiata e sviluppata al fine di essere sia
facilmente fruibile da tutti sia benefica per tutti.
I contenuti tecnici del metodo devono essere formulati per un'azione completa su tutto il corpo, in
modo tale da assolvere alle esigenze di ognuno, e nella semplicità di esecuzione essere efficaci
nell'indurre anche una ottimale condizione di equilibrio psicologico. Lo stress del fisico, sia quello
derivante da eccesso di sforzo sia da perdurante staticità posturale, e quello della mente devono
trovare parallelo giovamento nell'azione suggerita e guidata.

Stiamo parlando di una modalità specificamente formulata che va ben oltre a quanto più
comunemente proposto e che coinvolge la collettività con interesse e soddisfazione nel contesto
dell'ambiente aziendale.

La condivisione del percorso e dei risultati fra colleghi, la guida del formatore in prima persona,
sono le caratteristiche dalle quali non si può prescindere e che rendono Ecobodymind la formula
vincente.
Solo così si ottiene il duplice obiettivo di rafforzare lo stato di salute delle risorse umane e di
permettere un ottimale incremento delle performance lavorative in azienda, generando una
condizione di distensione generale e quindi di armonizzazione dell'ambiente lavorativo.

Questo significa Stare bene in Azienda!

L'adozione di un metodo come Ecobodymind è sinonimo di benessere aziendale, è la
dimostrazione più valorizzante di saper scegliere le migliori soluzioni per i propri dipendenti.
Con esso si realizza l'eccellenza del Welfare per il proprio capitale umano, concretizzando
l'obiettivo prioritario del trattenere i talenti già in forza ed attrarne di nuovi.

Carlo Cangelosi
Ecobodymind founder



Seguici su:
Pc
Mi
A.S.D.O.D. - San Bao Kung Fu Kuan: Sede legale Via P. Andreani 6 - Milano
Torna ai contenuti | Torna al menu