l metallo : elemento che estratto dalla terra si manifesta in tutta la sua lucentezza e che nella sua duttile e mutevole natura è in grado di ridiscendervi. Si manifesta all’uomo nella sua vibrante consistenza. E’ come l’autunno che è momento calante dell’estate, e preludio dell’inverno.

 

 

Taijiquan - I principi e le caratteristiche tecniche

Il Taijiquan è il metodo più rappresentativo di quelli così chiamati “ Stili Interni” ed ha come principio fondamentale la cedevolezza e la ricerca di armonia in ogni sua manifestazione, anche in quelle manifestazioni   più intense e marziali. Va tenuto conto che si tratta di uno dei tanti metodi del Kung Fu e pertanto comprendente anche l’aspetto dell’effecacia della tecnica nel campo della difesa. Quello che lo differenzia dagli altri stili è senza alcun dubbio la capacità di generare una grande energia nelle sue azioni senza però utilizzare la sola forza fisica. Il principio del non sforzo, il Wu Wei, è il cardine intorno al quale ruotano tutti gli altri principi derivati, quindi da esso sorgono necessariamente tutte le caratteristiche tecniche dello stile.

 La circolarità è il principio tecnico predominante, ogni azione si evolve secondo forme e traiettorie circolari, dando così luogo ad una costante ciclicità di energie che grazie a ciò si rinnovano continuamente. La circolarità dell’azione è sicuramente il modo più armonioso che possa esistere per generare continuità, pertanto la trasposizione del peso del corpo da una gamba all’altra avviene sempre con movimenti circolari, l’alternanza del gesto delle mani segue sempre traiettorie circolari ed il tutto si fonde armoniosamente in perfetto equilibrio. Alla base del Tai Chi ci sono le antiche teorie dello Yin-Yang e dei Cinque Elementi e lo scambio infinito delle energie da loro rappresentate è sempre presente in ogni azione concedendo ad essa significato e permettendo che il continuo divenire delle sequenze si riproponga nel Taijiquan come l’infinito mutare degli elementi nella natura .
Nell’incessante turbinio delle azioni la concentrazione dell’energia raggiunge l’apice massimo ed è in quel momento che la tecnica attraversa il cerchio, come il fulmine squarcia il cielo, per manifestare e diffondere la sua energia, ma subito dopo è la quiete e, come il casuale roteare delle nuvole, la sequenza dei gesti e degli spostamenti riprende a scorrere naturalmente. 
 
La costante mutevolezza delle azioni deriva anche dal motivo che la formulazione filosofica da cui prendono significato le svariate sequenze del Chen Shi Taijiquan è proprio quella derivante dall’analisi dei “I Ching”, ovvero la filosofia dei mutamenti (letteralmente: Il Libro dei mutamenti). Tale metodo nasce dall’attenta osservazione delle manifestazioni della natura e dell’uomo in essa, pertanto trova nella antica filosofia dei mutamenti la più adeguata formula descrittiva dell’incessante mutare di ogni cosa, con una logica così naturale e profonda da essere considerata casuale. Ogni azione muta fluttuando tra i suoi opposti e si trasforma nell’azione successiva; l’energia dell’una da vita alla seguente e così via per l’intera concatenazione delle sue forme.
Nelle tecniche più dirette c’è il sostegno della circolarità e dove anche il pugno viene scoccato come una freccia ciò avviene mentre il corpo si muove con azioni circolari cercando in esse l’energia necessaria per esplodere la tecnica con la massima efficacia.
La grande espressività è una caratteristica dello stile Chen, infatti in ogni azione si nota la fusione tra armonia e decisione, tensione e rilassamento, concentrazione ed espansione, il primario significato del Taiji ovvero il “pieno e il vuoto”.
Inizialmente la lentezza dei movimenti aiuta a prendere maggior coscienza di tali principi e ad imparare a valutare con più attenzione i vari risvolti delle tecniche. Inoltre il movimento lento permette uno sviluppo della fisicità molto più accurato e soprattutto non traumatico. Ma non bisogna cadere nell’errore di valutare il Taijiquan soffermandosi su questa prima apparente caratteristica, poiché nello stile Chen si può gradualmente notare che tale allenamento alla lentezza porta , nella parte più avanzata della forma,ad una elevata capacità di espressione dell’azione che si sviluppa in velocità, in potenza e decisamente con una alta precisione.
 

N.B. Nel corso della stagione molti altri aspetti e caratteristiche verranno analizzati e accuratamente definiti.